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Tempo di lettura: circa 10 minuti | Ultima revisione: maggio 2026
Commissioni di pagamento spiegate — Quello che i commercianti in Europa pagano davvero
Ogni pagamento con carta ha un costo — ma perché, e quanto? Questa pagina spiega tutti i tipi di commissioni che possono comparire sulla fattura di un commerciante, in linguaggio chiaro. Senza gergo bancario, senza pubblicità.
In Italia, il sistema Bancomat/PagoBancomat rappresenta la principale rete di pagamento domestica, con una quota significativa delle transazioni con carta di debito. I commercianti italiani che operano in zone turistiche ad alta frequentazione internazionale — come Roma, Venezia, la Costiera Amalfitana o le Dolomiti — si trovano spesso a gestire un mix di carte che include una proporzione significativa di carte extra-SEE, con costi più elevati.
Panoramica: tutti i tipi di commissioni nell'ecosistema di pagamento UE
I costi di pagamento di un commerciante non sono un unico addebito. Possono essere composti da diversi tipi di commissioni, a seconda del fornitore, del contratto e delle caratteristiche della transazione. Di seguito un riferimento completo.
1. Commissione interbancaria (regolamentata)
Cos'è: Un addebito che viene trasferito tra banche a ogni transazione con carta. Fluisce dalla banca del commerciante (acquirer) alla banca che ha emesso la carta (emittente) e compensa la banca emittente per il rischio e i costi della transazione.
Regolamentazione UE: Limitata dall'IFR (UE 2015/751) per le carte dei consumatori SEE:
- Carte di debito dei consumatori: max. 0,20%
- Carte di credito dei consumatori: max. 0,30%
Cosa NON è limitato:
- Carte commerciali/aziendali
- Carte extra-SEE (Visa USA, Mastercard UK post-Brexit)
- Sistemi tripartiti (American Express diretto, Diners Club)
Chi la fissa: I circuiti di carte (Visa, Mastercard) entro i limiti IFR; per i circuiti nazionali come Bancomat/PagoBancomat vigono strutture bilaterali specifiche.
Intervalli tipici:
| Tipo di carta | Interchange tipico |
| Debito consumatori SEE (Bancomat, Visa Debit) | 0,20% (massimale IFR) |
| Credito consumatori SEE | 0,30% (massimale IFR) |
| UK consumatori (post-Brexit) | 0,20–1,15% |
| USA consumatori | 1,50–2,00% |
| Carte commerciali/aziendali | 0,80–1,90% |
| Amex (sistema tripartito) | 1,50–3,00% |
2. Commissione di rete / commissione di valutazione (non regolamentata)
Cos'è: Una commissione addebitata dal circuito di carte — Visa, Mastercard, Bancomat, ecc. — per l'utilizzo della loro infrastruttura di pagamento, del marchio e dei servizi di interoperabilità globale.
Regolamentazione UE: Nessuna — le commissioni di rete non sono regolamentate.
Chi la fissa: I circuiti di carte (Visa, Mastercard, American Express, Bancomat, Carte Bancaire, ecc.)
Intervallo tipico: 0,02%–0,15% del valore della transazione (varia in base al circuito, al tipo di transazione e al volume)
Trasparenza: Le commissioni di rete non sono integralmente rese pubbliche. FeeCheck utilizza intervalli di ricerca di mercato verificati, chiaramente indicati come valori approssimativi.
3. Commissione di acquiring / commissione commerciante (concorrenziale)
Cos'è: Il ricavo trattenuto dal fornitore di servizi di pagamento (PSP), dalla banca acquirer o dalla società di POS per l'elaborazione della transazione e la gestione del conto commerciante.
Regolamentazione UE: Nessuna — stabilita dalla concorrenza del mercato.
Chi la fissa: Fornitori di pagamento (Nexi, Worldline Italy, SumUp, Stripe, Adyen, Payone, ecc.)
Intervallo tipico per le PMI nell'UE: 0,05%–0,80% (o 0,05–0,25 EUR fissi per transazione)
Modelli tariffari:
- Forfettario (blended): Un'unica percentuale fissa copre tutti i tipi di carta (es.: 1,5% su tutte le carte)
- Interchange++ (IC++): Interchange e commissione di rete vengono trasferiti al costo; il margine di acquiring viene aggiunto separatamente
- Tariffa fissa: Importo fisso per transazione indipendentemente dal valore
4. Commissione di gateway di pagamento (specifica per l'e-commerce)
Cos'è: Una commissione per il gateway di pagamento che elabora le transazioni online, valida i dati della carta e instrada il pagamento verso la banca acquirer.
Quando si applica: Pagamenti online, accettazione di carte tramite API, checkout e-commerce.
Struttura tipica: Canone fisso mensile + addebito per transazione, oppure solo per transazione.
Intervallo tipico: 0,02–0,10 EUR per transazione + eventuale canone mensile di 10–50 EUR.
Nota: Alcuni fornitori includono la commissione di gateway nel prezzo complessivo. Altri la addebitano separatamente. Verificate sempre il dettaglio completo delle commissioni prima di firmare.
5. Commissione per chargeback
Cos'è: Una commissione addebitata dal fornitore quando il titolare di una carta contesta con successo una transazione. Il pagamento viene stornato e il commerciante sostiene un'ulteriore commissione di penale.
Importo tipico: 10–35 EUR per contestazione (varia significativamente tra i fornitori).
Conseguenze aggiuntive:
- Tassi di chargeback elevati (tipicamente sopra l'1% delle transazioni) possono comportare penali del fornitore, aumento delle commissioni o risoluzione del contratto
- Il commerciante può perdere anche l'importo della transazione contestata in modo definitivo
Settori con rischio chargeback più elevato in Italia: Turismo, ospitalità e ristorazione, servizi in abbonamento, prodotti digitali, vendite online di beni di lusso.
6. Commissione di conformità PCI DSS
Cos'è: Il Payment Card Industry Data Security Standard (PCI DSS) impone a tutti i commercianti che accettano pagamenti con carta di mantenere un livello minimo di sicurezza dei dati. Alcuni fornitori addebitano una commissione per strumenti di gestione della conformità PCI o per le valutazioni.
Intervallo tipico: 5–50 EUR al mese (oppure incluso nel pacchetto di servizi).
Fatto chiave: La conformità PCI DSS è obbligatoria — non opzionale. Se il vostro fornitore addebita questa commissione, verificate quale servizio viene effettivamente fornito.
7. Conversione dinamica della valuta (DCC)
Cos'è: Un servizio opzionale che consente ai titolari di carte straniere di pagare nella propria valuta d'origine presso un terminale di un commerciante europeo. Il tasso di cambio è fissato dal terminale/fornitore, non dal circuito di carte.
A chi giova: Il commerciante o il fornitore del terminale riceve un margine sulla conversione valutaria.
Cosa costa al titolare della carta: I tassi di cambio DCC sono tipicamente del 3–8% peggiori rispetto ai tassi interbancari. Questo rende la DCC costosa per il titolare della carta.
Normativa UE: La PSD2 impone che la DCC sia chiaramente dichiarata e opzionale. I commercianti e gli operatori di ATM devono mostrare entrambe le opzioni (valuta locale vs. valuta del titolare) prima che il cliente confermi il pagamento.
Rilevanza per l'Italia: Nella città d'arte, nelle mete di villeggiatura e nelle grandi destinazioni turistiche italiane, la DCC è frequentemente proposta ai turisti stranieri. I commercianti devono essere consapevoli sia delle implicazioni normative (obbligo di dichiarazione) sia dell'impatto sulla percezione della qualità del servizio da parte del cliente.
8. Canone mensile di servizio / commissione base
Cos'è: Un addebito fisso mensile per il mantenimento del conto commerciante, del gateway di pagamento o del servizio di terminale POS.
Intervallo tipico: 0–50 EUR al mese (alcuni fornitori offrono nessun canone mensile a fronte di costi per transazione più alti).
Da considerare: Un canone mensile basso (o zero) non significa necessariamente un costo complessivo più basso. I fornitori con canone zero compensano spesso con percentuali per transazione più alte. Calcolate sempre il costo effettivo totale in base al vostro volume mensile.
9. Noleggio/acquisto POS
Cos'è: Il costo del terminale POS (Point of Sale) che permette di accettare pagamenti fisici con carta.
Opzioni disponibili:
- Noleggio: Canone mensile, spesso incluso in un contratto multi-anno con il fornitore. Vantaggioso per chi non vuole un investimento iniziale o preferisce aggiornamenti automatici dell'hardware.
- Acquisto: Pagamento una tantum per il dispositivo. Maggiore flessibilità nella scelta del fornitore di servizi.
- BYOD (Bring Your Own Device): Soluzioni software su smartphone/tablet con lettore di carte plug-in o wireless (diffuse tra i fornitori come SumUp o Zettle).
Intervallo tipico noleggio: 10–40 EUR/mese per terminale. Acquisto terminale POS: 150–700 EUR (terminale fisso di livello professionale).
Carte di debito vs carte di credito: differenze di costo
Il Regolamento UE 2015/751 (IFR) differenzia i massimali di interchange tra debito e credito, con implicazioni dirette per i commercianti:
| Caratteristica | Carta di debito | Carta di credito |
| Massimale IFR (consumatori SEE) | 0,20% | 0,30% |
| Commissione di rete (indicativa) | 0,02–0,08% | 0,04–0,12% |
| Margine acquiring tipico (PMI IT) | 0,10–0,40% | 0,15–0,50% |
| Costo totale indicativo | 0,32–0,68% | 0,49–0,92% |
Specificità italiane: Bancomat/PagoBancomat è la principale carta di debito in Italia. Le transazioni Bancomat domestiche seguono una struttura tariffaria specifica di circuito, generalmente con commissioni molto contenute per i commercianti che accettano prevalentemente clientela italiana.
Carte SEE vs carte extra-SEE
Per i commercianti italiani in zone ad alta affluenza turistica internazionale, la distinzione tra carte SEE e carte extra-SEE è economicamente rilevante:
| Carta | Interchange tipico | Esempi |
| Debito SEE (Bancomat, Visa Debit IT) | 0,20% | Clientela italiana e UE |
| Credito SEE | 0,30% | Clientela italiana e UE |
| UK (post-Brexit, debito) | 0,20–0,45% | Turisti britannici |
| UK (post-Brexit, credito) | 0,60–1,15% | Turisti britannici |
| USA (debito/credito) | 1,50–2,00% | Turisti americani |
| Canada, Australia | 1,50–2,20% | Turisti extracontinentali |
Impatto stagionale: A Venezia, Roma, sulla Costiera Amalfitana, al Lago di Como e nelle principali stazioni sciistiche, la quota di pagamenti con carte extra-SEE durante l'alta stagione turistica può superare il 40% del totale. Un ristorante che incassa 50.000 EUR/mese estivo con il 40% di carte USA paga circa 350 EUR in più di commissioni rispetto a un esercizio equivalente con solo clientela italiana.
Sistemi di pagamento nazionali specifici nell'UE
| Paese | Sistema nazionale | Caratteristiche principali |
| Italia | Bancomat / PagoBancomat | Principale rete debito domestica; commissioni molto basse per transazioni domestiche; gestita da Bancomat SpA; Nexi acquirer principale |
| Germania | Girocard | Schema debito domestico dominante; interchange ~0,20% + piccola quota fissa; accettazione quasi universale |
| Francia | Carte Bancaire (CB) | Grande rete domestica; accordi interbancari specifici; commissioni domestiche generalmente favorevoli |
| Paesi Bassi | iDEAL | Basato su SEPA; dominante per l'online; costo molto basso per transazione |
| Belgio | Bancontact | Schema debito domestico; ampiamente accettato; costi contenuti |
| Austria | Bankomatkarte (in transizione) | Fase-out Maestro completato; migrazione verso Debit Mastercard |
Confronti illustrativi dei costi per settore
> Nota: Le cifre seguenti sono puramente illustrative, calcolate su parametri tipici di mercato. I costi reali dipendono dal fornitore specifico, dalla tariffa negoziata e dal mix effettivo di carte.
Esempio 1 — Negozio al dettaglio, Milano (mix prevalente: carte SEE)
- Volume mensile: 20.000 EUR | Scontrino medio: 35 EUR | Mix: 70% Bancomat/Visa Debit SEE, 20% credito SEE, 10% extra-SEE
- Costo stimato: 0,45–0,65% = 90–130 EUR/mese
Esempio 2 — Ristorante in zona turistica, Venezia (alta stagione, luglio–agosto)
- Volume mensile: 40.000 EUR | Scontrino medio: 55 EUR | Mix: 40% SEE, 35% USA/UK, 25% credito SEE
- Costo stimato: 0,85–1,20% = 340–480 EUR/mese
Esempio 3 — E-commerce abbigliamento, clientela europea
- Volume mensile: 15.000 EUR | Carrello medio: 75 EUR | Mix: 60% SEE, 30% credito SEE, 10% Amex/extra-SEE
- Costo stimato: 0,60–0,90% + gateway = 90–135 EUR/mese + gateway
Domande frequenti (FAQ)
Cos'è la commissione commerciante (MSC)? La commissione commerciante (Merchant Service Charge) è il costo totale che un commerciante paga per accettare un pagamento con carta. Si compone di tre elementi: commissione interbancaria (regolamentata dalla normativa UE per le carte dei consumatori SEE), commissione di rete e margine di acquiring. Viene espressa come percentuale del valore della transazione, tipicamente tra lo 0,3% e il 2,5% a seconda del tipo di carta e del fornitore.
Perché American Express costa di più di Visa per i commercianti? Visa e Mastercard dei consumatori SEE sono soggette all'IFR, che limita l'interchange allo 0,20% (debito) e allo 0,30% (credito). American Express opera come rete tripartita ed è esplicitamente esente da questi massimali. Amex fissa autonomamente le proprie commissioni per i commercianti, tipicamente nell'1,5–3,0% per transazione.
Cosa succede con un chargeback? Un chargeback avviene quando il titolare della carta contesta una transazione con la propria banca. La banca avvia il rimborso del pagamento. Il commerciante perde l'importo della transazione e sostiene tipicamente anche una commissione per il chargeback (10–35 EUR). Tassi di chargeback elevati possono comportare penali aggiuntive o la risoluzione del contratto da parte del fornitore.
Cos'è la conversione dinamica della valuta (DCC)? La DCC permette ai titolari di carte straniere di pagare nella propria valuta d'origine. I tassi di cambio DCC sono tipicamente del 3–8% peggiori rispetto ai tassi interbancari. Il ricavo va al commerciante o al fornitore del terminale. La PSD2 impone che la DCC sia chiaramente dichiarata e che il cliente possa scegliere liberamente tra le due opzioni (valuta locale o valuta d'origine).
Quali sono i massimali legali di interchange nell'UE? Ai sensi del Regolamento UE 2015/751 (IFR), le commissioni interbancarie per le transazioni con carta dei consumatori SEE sono limitate a: 0,20% per le carte di debito e 0,30% per le carte di credito. Questi massimali si applicano quando sia la banca emittente sia la banca acquirer si trovano nel SEE. Le carte commerciali, le carte extra-SEE e i sistemi tripartiti (es. Amex diretto) sono esenti.
Fonti e base normativa
- Regolamento UE 2015/751 (IFR)
- Direttiva PSD2 — UE 2015/2366
- ABE — Vigilanza sui servizi di pagamento
- Banca d'Italia